Il cammino europeo nel contrasto alla tratta di persone
David Mancini, sostituto procuratore presso il tribunale di Teramo e nostro local hero, ci ha inviato un suo interessante saggio dal titolo “Il cammino europeo nel contrasto alla tratta di persone”.
Attraverso un’analisi degli ultimi interventi a livello comunitario in materia di tratta di persone, Mancini pone in luce le priorità da affrontare per contrastare efficacemente la tratta di persone. Partendo da un approccio fondato sulla tutela dei diritti umani fondamentali ( come diritto di libertà e di autodeterminazione nelle scelte), Mancini ritiene essenziale che la tratta di persone sia contrastata su un “doppio binario”: repressione penale, attraverso gli appositi strumenti legislativi previsti al livello nazionale e comunitario, e assistenza e protezione delle vittime. “L’omessa valutazione delle vittime quali soggetti di diritti può compromettere il raggiungimento degli obiettivi delle legislazioni contro la tratta.” – scrive Mancini – “L’apparenza pone gli operatori di fronte a un migrante irregolare, ad un “lavoratore in nero”, ad una persona dedita alla prostituzione. Può accadere che le vittime siano subito espulse e rimpatriate, senza che nessuna effettiva procedura di approccio e approfondimento venga posta in essere dalle forze dell’ordine.” Nel saggio (che riportiamo integralmente in allegato) Mancini sottolinea anche la determinazione delle istituzioni europee nel richiedere agli stati membri di aggiornare il proprio sistema penale in termini di gravità sanzionatoria, e in particolare per quanto riguarda le c.d. “vittime particolarmente vulnerabili”, vale a dire coloro che non hanno un’alternativa reale e accettabile rispetto alla situazione di abuso a cui sono asserviti. Per riuscire quindi a contrastare la tratta di persone, l’Europa chiede “un cambio di passo” a tutti i livelli, tanto che anche gli ultimi orientamenti della Corte di Strasburgo, secondo quanto riportato da Mancini, chiedono agli stati membri di istituire misure di protezione dell’incolumità fisica delle vittime, di stabilire programmi di prevenzione e contrasto alla tratta e di garantire un’apposita formazione per forze di polizia e magistrati. La tratta di essere umani proseguirà fintanto che non si riuscirà a garantire alcuni diritti fondamentali, come il diritto all’integrità fisica e alla dignità di Juliana Dogbadzi, nostra defender, costretta, in osservanza delle tradizioni locali del suo paese, a vivere come “schiava degli dei” per espiare crimini da lei non commessi; Troppo volte vittime della tratta sono persone disperate, che credono alla favola di una “vita migliore” altrove… incontrando invece spesso incubi ancora peggiori: lo sfruttamento e la perdita della dignità. |
|