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Cambodia - Cambogia
Kek Galabru

 

 

Foto di Eddie Adams

Foto di Eddie Adams

Partecipazione Politica e Diritti dell’Infanzia

"Le autorità spingono la famiglia a prendere del veleno: così muore l’intera famiglia, madre, padre e un sacco di figli allo stesso tempo."

 

 

Biografia

Nata il 4 ottobre 1942, Kek Galabru ha conseguito la laurea in medicina nel 1968, in Francia. Ha praticato la confessione, occupandosi anche di ricerca a Phnom Pehn dal 1968 al 1971, continuando poi il suo lavoro in Canada, Brasile e Angola. Tra il 1987 e il 1988, la Galabru ha avuto un ruolo fondamentale nell’apertura dei negoziati tra Hun Sen, presidente del Consiglio dei Ministri cambogiano, e il principe Sihanouk dell’opposizione. Questo ha portato agli accordi di pace che hanno segnato la fine della guerra civile nel 1991, nonché alle elezioni tenute sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Nel periodo di transizione sotto l’egida delle Nazioni Unite, la Galabru ha fondato la Cambodian League for the Promotion and Defense of Human Rights (LICADHO). La LICADHO si occupa di diritti umani. Durante le elezioni del 1993, 159  membri dello staff della LICADHO hanno insegnato le procedure di voto a sedicimila persone, hanno istruito 775 osservatori elettorali e hanno distribuito un milione di volantini elettorali. Da allora in poi, la LICADHO ha continuato a monitorare gli abusi, a fornire assistenza medica, assistenza legale e sostegno alle vittime, nonché a offrire un sostegno diretto alle vittime delle violazioni dei diritti umani.
Nel 2005 è stata nominata al Premio Nobel per la Pace come parte del progetto 1000 Women for the Nobel Peace Prize (1000 Donne per il Premio  Nobel per la Pace).

Intervista

Quando le Nazioni Unite sono arrivate in Cambogia, abbiamo decisa di fondare la LICADHO (Cambodian League for the Promotion and Defense of Human Rights). Non avevamo denaro, perciò abbiamo creato un piccolo ufficio a ma dei miei genitori. Si è presto sparsa la voce dell'esistenza di questa nuova organizzazione e nel giro di quattro o cinque mesi avevamo 180.000 sostenitori, tutti volontari. Volevamo che le Nazioni Unite li incaricassero di monitorare l'intero svolgimento delle elezioni, perché ritenevamo fosse l'unico modo per salvaguardare l'intero processo. Quando i membri del Royalist Party, partito di opposizione, hanno dato il via alla propria campagna elettorale nel 1993, alcuni militanti del CPP (Cambodian People's Party, al potere) hanno aperto il fuoco contro di loro, proprio sotto i nomi occhi. Quindi noi ne siamo stati testimoni, così come la Nazioni Unite. Ma le Nazioni Unite non potevano fare nulla perché, stando al loro mandato, potevano reagire solo se attaccate. Non potevo credere che avrei dovuto diventare una sorta di cane da guardia di un tale regime. Tra l'altro, l'intento della LICADHO era invece quello di dar vita a una situazione in cui certe cose non dovessero più accadere. Avevamo di fronte il regime cambogiano che li comportava come i Khmer Rossi. Ma stavolta abbiamo documentato le uccisioni, con la collaborazione delle Nazioni Unite. In meno di un anno, sono state ferite centinaia di persone e ne sono morte numerose altre. Anche se il partito al potere ammazzava la gente, non poteva fermare il lavoro delle Nazioni Unite, né gli accordi di pace, ed era costretto a lasciare che le Nazioni Unite andassero ovunque.

Le Nazioni Unite hanno creato un'organizzazione di cinquantamila volontari cambogiani incaricati di sensibilizzare gli elettori. Abbiamo pubblicato quasi cinquecentomila volantini da distribuire alla gente, che contenevano la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, e almeno un milione di volantini più piccoli in cui si diceva che era possibile votare a scrutinio segreto. Era importante, dal momento che il CPP andava dicendo di avere un satellite che permetteva di vedere all'interno della cabina elettorale e quindi di sapere per chi votavano; che insomma le non votavano per loro, l'avrebbero sapute. Quelli del CPP portavano anche la gente davanti alla statua di Buddha e li costringevano a giurare che avrebbero votato per loro, e naturalmente, siccome avevano anche le armi spianate, la gente aveva paura a non farlo. E poi quelli del CPP dicevano che se le persone non avessero rispettato il giuramento, Buddha li avrebbe puniti con la morte. Ma noi abbiamo spiegato loro che Buddha è buono e rispetta la giustizia, perciò punisce chi viola i diritti umani e protegge le vittime di queste violazioni. li abbiamo rassicurati dicendo che, una volta dentro la cabina elettorale, sarebbero stati soli e avrebbero potuto votare per chi volevano, anche se li abbiamo messi in guardia dal parlarne subito dopo. Nonostante le intimidazioni del CPP, si è presentata al voto più del novanta percento della popolazione. E ha votato per il Royalist Party, che ha vinto. A quel punto la gente ha parlato. Allora quelli del CPP hanno cominciato a dire che bisognava stare attenti, e non confidare troppo nelle Nazioni Unite. Dicevano che le Nazioni Unite sono come una nave: la nave a un certo punto prende il largo, ma tu sei il porto e rimani lì per sempre.

Ora finalmente abbiamo la pace, ma la guerra civile durava fin dal 1970, e ha lasciato numerosi strascichi, come ad esempio l'enorme quantità di bambini per le strade, che vivono in pessime condizioni. A volte sono orfani di entrambi i genitori; a volte ne hanno solo uno, in genere, la madre. I padri sono stati uccisi. Oppure i loro genitori sono talmente poveri che questi bambini devono cercare di cavarsela per conto loro: magari dipingono una lattina e poi la vendono e guadagnano venticinque centesimi al giorno; e dormono per strada. E sono preda degli stranieri che vengono in Cambogia per turismo sessuale, porci. Gli asiatici preferiscono le ragazzine; i pedofili europei preferiscono i ragazzini. Ci sono tantissimi bordelli e di notte li vedi pieni di ragazzini di undici, dodici anni. Abbiamo parlato con una di loro, che aveva solo tredici anni. Stava nel bordello già da due anni.
Gli uomini asiatici trovano che dopo una certa età, diciamo cinquant'anni, avere un rapporto sessuale con una ragazza vergine li farà ringiovanire. Facendo sesso con una vergine, si fanno trasmettere tutta la sua energia, tutte le cose positive dell’essere giovani. Dunque, dato che esiste il problema dell’AIDS, questi vogliono proprio una vergine autentica, perché non vogliono indossare i profilattici. Allora mandano un intermediario al villaggio che trova una famiglia poverissima e compra le ragazzine per fare sesso. L'intermediario paga la famiglia e dice: "Vostra figlia potrà lavorare in un ristorante o fare le pulizie a casa del mio amico: insomma, lo so che siete poveri e allora ecco qua cento dollari." Cento dollari per loro sono un sacco di soldi. In casa non arrivano ad avere neanche dieci dollari. E poi l'intermediario vende la ragazza al cliente per una cifra che va dai cinquecento ai settecento dollari. L'uomo sta con la ragazza per una o due settimane - dipende, comunque mai più di un mese perché a quel punto ha consumato tutto il buono che c'è in lei. Dopodiché, la ragazza viene venduta a un bordello per duecento dollari. E la sua vita sarà un incubo.

Ho parlato con una di loro, che è stata venduta al bordello da sua madre, e mi ha detto: "Questo è il mio karrna", il che significa che nella sua vita precedente ha fatto qualcosa di brutto e adesso deve pagare per quello. E poi la ragazza mi ha spiegato: "Devo essere gentile con mia madre, perché lei è comunque la persona che mi ha dato la vita". La ragazza manda ancora dei soldi a sua madre. Le statistiche governative stimano che esistono ventimila prostitute bambine in Cambogia. Ma secondo noi quel numero si può moltiplicare per tre o per quattro, forse anche per cinque. Ce ne sono tantissime, e noi non possiamo arrivare dappertutto. Inoltre è una cosa illegale, perciò la gente si tiene ben nascosta. Però lo sanno tutti. È molto triste, e per noi è assai difficile.

Un altro grosso problema sono i bambini che lavorano. Il governo chiude un occhio su questo e anzi si arrabbia con noi perché denunciamo il lavoro minorile. Ci dicono: "Preferite che i bambini muoiano?" E noi rispondiamo: "Va bene che lavorino, finché non si tratta di un lavoro pericoloso". I bambini dovrebbero andare a scuola, ma le scuole non sono gratuite per via dei bassi stipendi degli insegnanti, che prendono meno di venti dollari al mese. Per vivere decentemente in Cambogia ti servono almeno duecento dollari al mese. E se ti ammali, devi prendere in prestito il denaro e poi pagare un interesse del venti percento al mese, sicché la gente si vende la terra, la casa e finisce a vivere per strada. Oppure lascia morire i figli. Quando si arriva a una situazione simile, le autorità spingono la famiglia a prendere del veleno: così muore l'intera famiglia, la madre, il padre e un sacco di figli allo stesso tempo. Preferiscono morire così che morire di fame. È duro, sapete, sentire i propri figli che piangono gridando: "Ho fame, ho fame". Abbiamo un'elevatissima mortalità infantile. Penso sia la più alta al mondo. Centodiciotto bambini su mille muoiono prima dei cinque anni. Da voi, o in Europa,forse non muore neanche un bambino su mille.

Ci sono molti momenti, nel nostro lavoro, in cui ci sentiamo depressi. Ci è capitato di pensare di chiedere a qualcun altro di occuparsi della LICADHO così noi potevamo andarcene, perché era troppo per noi. Sarebbe facile, in fondo, fare la valigia e prendere un aereo senza guardarsi indietro. Ma poi ci siamo detti: "Non è possibile, hanno fiducia in noi". Vengono qui e lavorano con noi e non vogliono soldi, anche se non hanno niente. Abbiamo bisogno di loro per fare il monitoraggio elettorale e loro arrivano subito. E facciamo qualcosa di importante - durante e dopo il colpo di stato, quanti ne abbiamo salvati? E quando venivano da noi a dirci: "so che sarei morto se non ci foste stati voi". È questo che ci dà l'energia. Se abbiamo salvato anche soltanto una persona - è già una vittoria.

Ci sono dalle seicento alle novecento persone che subiscono torture da parte della polizia ogni anno, cui diamo assistenza medica. Aiutiamo dalle mille alle duemila persone ogni mese. Senza di noi morirebbero. In prigione non hanno da mangiare. Una ciotola di riso e nessuna proteina, mai. Spesso non hanno nemmeno l'acqua potabile. C'è chi ci chiede perché ci prendiamo cura della gente in prigione. Ma non tutti quelli che stanno in prigione sono criminali. E anche quando lo sono, hanno almeno il diritto al cibo e alle cure mediche. C'era una donna che aveva un debito di cinquanta dollari e per questo ha fatto due anni di carcere. Poi è uscita e ancora non aveva di che pagare il debito, così è tornata dentro per altri quattro anni. Quattro anni per cinquanta dollari. Glieli abbiamo dati noi e così è uscita dal carcere.

A volte è dura. Ma, come dico sempre ai miei collaboratori, imparate bene il lavoro, perché la LICADHOè vostra, non è solo mia. Ci sarà un giorno in cui io avrò bisogno di riposo. Ho già cinquantasei anni; un giorno dovrò occuparmi dei miei nipotini. E i miei collaboratori dovranno portare avanti il lavoro da soli. Hanno tanto coraggio - e secondo me il coraggio è fare qualcosa di buono per la gente, per le comunità di base, per il paese, nonostante le intimidazioni del partito al potere.

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STTP_Italy: Vi aspettiamo per il prossimo #HRTN del mese di maggio dedicato alla #mafia sempre @CaffeLetFI diretta @controradio. Stay Tuned!!


STTP_Italy: Grazie a tutti i nostri ospiti @MariaSilviaFien @puroQuore #sestini e #pagliai per questa interessantissima puntata sui diritti #lgbti #HRTN


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STTP_Italy: Paoletti: "è vero che i diritti sono tutti uguali ma ogni famiglia è diversa, e la diversità deve costituire una ricchezza" #HRTN


STTP_Italy: Sestini:"i bambini hanno bisogno di avere davanti persone che dicono la verità, oggi la scuola è ancora impreparata ad accoglierli" #HRTN


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