Burma
Myanmar (ex Birmania o Burma) è una Repubblica, il cui capo di stato è il generale Than Shwe.
Un ciclone a maggio 2009 ha devastato il sud del paese, ed ha impedito lo svolgimento di un referendum su una bozza costituzionale, a cui dovrebbero seguire elezioni nel 2010.
Subito dopo il ciclone, il governo ha impedito a donatori internazionali di fornire assistenza umanitaria, situazione migliorata dopo la visita del Segretario Generale ONU, ma tuttavia i il governo continua ad ostacolare l’arrivo di aiuti esterni.
Il 2009 segna l’ultimo arresto e processo ad Aung San Suu Kyi, leader del principale partito di opposizione, agli arresti domiciliari dal 2003: è stata condannata ad altri 18 mesi di domiciliari.
I prigionieri politici sono oltre 2.000, molti condannati con processi iniqui. È la conferma che i governanti militari del paese non intendono aprire la partecipazione politica nei processi elettorali.
I militari birmani continuano a perpetrare violazioni contro i civili nelle aree di conflitto etnico, con le uccisioni extragiudiziali, i lavori forzati e le violenze sessuali, in particolare a danno dell’etnia karen nel sud del paese, ormai diventato un crimine contro l’umanità.
Lo sviluppo da parte del governo di progetti inerenti petrolio, gas naturale e centrali idroelettriche in associazione con aziende private e statali ha portato a una serie di violazioni dei diritti umani.