The Goals of GovernmentCommento di Robert F. Kennedy, Ministro della Giustizia degli Stati Uniti alla Nihon University di Tokyo, GiapponeMartedì 6 febbraio, 1962Accettando questo titolo accademico sono consapevole che state facendo qualcosa di più che onorare un individuo. Al tempo stesso si vuole significare sia la curiosità che la familiarità con la mia nazione, il mio governo e la mia generazione politica. Non posso pretendere di soddisfare pienamente questa curiosità e realizzare questa speranza, ma posso forse dire qualcosa sul modo in cui il mio governo - e almeno alcuni della mia generazione di Americani - guardiamo al mondo. Giovani uomini e donne della mia età in tutte le nazioni, che condividono nient'altro che i problemi che tormentano il nostro mondo e quindi anche la responsabilità per il futuro di tutti noi. La nostra generazione è nata nei disordini che hanno seguito al Prima guerra mondiale. Quella guerra ha segnato il confine - almeno per il mondo occidentale - tra la confortevole sicurezza del XIX secolo e l'instabilità e il flusso del nostro tempo. Dopo il 1914 il mondo, come l'occidente lo conosceva è iniziato a andare in pezzi. Le vecchie certezze hanno cominciato a sbriciolarsi. La Seconda guerra mondiale è arrivata come un disastro ancora maggiore. Molti giovani, nel mio Paese così come nel vostro, sono usciti dalla miseria e dal caos determinati a fare tutto il possibile per risparmiare al mondo un'altra catastrofe - e per gettare le basi per la pace e per il progresso sociale. Questa determinazione li ha portati a impegnarsi in una carriera pubblica - in politica o nel servizio di governo. E' così che il Presidente ha iniziato la sua vita pubblica candidandosi al Congresso nel 1946. A quel tempo ero uno studente del college e insieme ai miei compagni di studi lavorai duramente a quella campagna elettorale. Mio fratello entrò al Senato degli Stati Uniti all'età di 35 anni, e quando fu eletto Presidente degli Stati Uniti, sebbene per voi e per me fosse abbastanza vecchio, era ancora un uomo relativamente giovane di 43 anni! Con questo fatto, gli Stati Uniti hanno riconosciuto e dato responsabilità a una generazione che era nata nella prima guerra mondiale e cresciuta durante la Depressione; che aveva combattuto nella seconda guerra mondiale e lanciato la sua carriera pubblica nell'era spaziale. Come ho detto, questa generazione era cresciuta in un epoca di instabilità e di flusso. Da un certo punto di vista si tratta del peggior periodo in cui vivere - un tempo di ansia, dubbio e pericolo. Ma da un altro punto di vista un tempo di grande stimolo e sfida. Un tempo di movimento, quando la società taglia i vecchi ormeggi e entra in nuove epoche storiche. È un tempo che offre opportunità per l'iniziativa e l'ingegno. È un tempo che trasforma la vita da routine in avventura. L'avventura del cambiamento può essere per molti un'avventura tragica - un triste sradicamento di costumi e istituzioni amate. Ma il cambiamento è l'unica costante della storia. È certamente stato il fatto dominante nello sviluppo del mio Paese. Dal primo momento dell'indipendenza, gli Stati Uniti si sono dedicati all'innovazione come modo di governo e come modo di vita. Non un decennio è passato nella storia della nostra nazione in cui non abbiamo affrontato nuove esperienze e cercato nuove sfide. Siamo nati da una rivoluzione contro il colonialismo e da allora ci siamo dedicati a una rivoluzione per la libertà e il progresso. La mia nazione non è stata sola a perseguire questi obiettivi e come tutti i Paesi, gli Stati Uniti hanno fatto la loro dose di sbagli. Ma al loro meglio e nel loro aspetto più tipico, gli Stati Uniti sono stati soprattutto una nazione progressista - un Paese dedicato ad allargare le opportunità per coloro che il Presidente Andrew Jackson ha descritto come i membri umili della società - gli agricoltori, i meccanici e i lavoratori. Gli Stati Uniti sono una nazione dedita all'emancipazione delle donne, all'educazione dei bambini e soprattutto alla dignità dell'individuo. Questo impegno per "Vita, Libertà e Ricerca della Felicità" ha ispirato il motivo essenziale della nostra vita nazionale - la ricerca incessante di nuove frontiere, non solo frontiere della geografia ma anche frontiere della scienza e della tecnologia, dell'invenzione politica e sociale e della libertà umana. Queste sono le nuove frontiere che devono essere sfidate e conquistate dalla nostra generazione - dalla vostra e dalla mia. Dobbiamo affrontare questi problemi mantenendo allo stesso tempo la nostra dedizione alla democrazia e alla libertà. Per fare questo dobbiamo essere fantasiosi e creativi - non ciecamente legati al passato. Il modo in cui compiere questo mandato è lo sforzo di ogni popolo in ogni Paese e del governo di tutte le nazioni. Noi, negli Stati Uniti, siamo desiderosi di affrontare queste sfide come so che anche voi lo siete. Noi, nel nostro Paese, siamo per temperamento ed eredità, un popolo che non crede a dottrine e ideologie assolute, siamo persuasi che la ragione e l'esperimento sono i mezzi con cui le persone libere adempiono ai loro scopi. Ma viviamo in un secolo ossessionato dall'ideologia - un secolo che è stato pieno di leader convinti di conoscere i segreti della storia, di essere i possessori di una verità assoluta, e che tutti dovevano fare quello che loro dicevano - o morire. Uno dei capi di stato più creativi del nostro tempo è stato Franklin Roosevelt. Era creativo proprio perché preferiva l'esperimento all'ideologia. Lui e le persone del suo tempo insistettero che le risorse del sistema democratico erano maggiori di quello che molti pensavano - che era possibile lavorare per la sicurezza economica in una cornice di libertà. Roosevelt e gli Americani della sua generazione crearono una nuova società, molto diversa dall'ordine economico brutale e senza regole del XIX secolo, l'ordine su cui Marx basò le sue teorie del capitalismo. Questa nuova società, dato che è stata sviluppata e plasmata da leader di entrambi i nostri partiti politici, è ancora fedele al suo concetto rivoluzionario originale della centralità della persona. Un concetto che la presidenza Kennedy mette tra i suoi obiettivi al servizio dell'umanità secondo modi mai immaginati prima d'ora. Stendendo la mano a proteggerci nella nostra vecchiaia, fornendo un'educazione ancora migliore per i nostri giovani, cercando di mantenere la nostra borsa libera da frodi e manipolazioni, estendendosi sempre più verso nuove e più grandi frontiere in grado di fornire un vita spiritualmente ed economicamente più ricca. Questa non è la società che un secolo fa era condannata a un'era di capitalismo senza regole basato sul lassaiz faire. Questa non è la società i cui mali, per Marx, erano al di là delle possibilità di cura della democrazia. Questa non è un economia che tollera orari di lavoro che uccidono, salari da fame, lavoro minorile, e un percorso amaro tra capitale e lavoro, che era al centro del Manifesto di Marx. Davvero, questa società democratica ammette questi mali passati e si vanta della loro abolizione. Grida contro l'ideologia di un governo che per esistere ha bisogno di sopprimere la libertà di culto, quella di parola e di stampa e che invita inoltre a una sottomissione completa dell'individuo agli interessi di uno stato che è disegnato da pochi eletti. A differenza di tutto questo, la società libera si basa sulla fede nel fatto che lo stato esista per il beneficio dell'uomo e che l'uomo non sia un mero strumento dello stato. Che tipo di vita ci sarebbe in un sistema che impedisce a un insigne autore di accettare il premio Nobel perché la sua immagine della società non coincide punto per punto con quella del governo. Posso capire la Muraglia cinese, che fu costruita come difesa contro i predoni. Ma un muro, come quello di Berlino, costruito per impedire alle persone di cercare la libertà è quasi incomprensibile. Una società che richiede di uccidere donne e bambini per tenerli dentro i suoi confini non è certo una che possa scrivere una pagina orgogliosa della storia. Quel muro è un auto condanna del sistema, l'ammissione della sconfitta di quella società Noi, negli Stati Uniti, abbiamo ancora problemi enormi che non abbiamo risolto, come ad esempio nel campo dei diritti civili, della disoccupazione e dell'automazione. Facciamo errori, il nostro governo e il nostro popolo - sia internamente che in rapporto con altre nazioni. In alcune occasione può darsi che ci muoviamo in maniera goffa. Tuttavia errare è umano e muoversi goffamente è a volte inevitabile. La cosa importante è che come governo e come popolo combattiamo per cercare di fare progressi - per mantenere la libertà e per sostenere in ogni momento la dignità e l'indipendenza dell'individuo. Scivoliamo, sbagliamo ma questo sforzo del governo supportato dal popolo è la caratteristica più importante, il criterio con cui giudicare una società. È l'impulso continuo a affrontare la nuova frontiera a conquistare una vita migliore per tutto il nostro popolo. Nel suo messaggio sullo stato dell'Unione, poche settimane fa, il Presidente Kennedy ha citato Woodrow Wilson, che una volta disse: "Credo nella democrazia perché sblocca le energie di ogni essere umano". Il Presidente Kennedy ha aggiunto: "Il nostro programma è di aprire a tutte le opportunità di lavoro stabile e produttivo, di liberare tutti dall'handicap dell'esclusione arbitraria o irrazionale, di offrire a tutti i servizi di educazione, sanità e welfare, di rendere la società al servizio dell'individuo e di rendere l'individuo sorgente del progresso, per realizzare per tutti la piena promessa di vita americana". Ma c'è una cosa che gli Americani hanno capito negli ultimi decenni. E questa è che non possiamo sperare di realizzare questi obiettivi in isolamento dal resto del mondo. La turbolenza del cambiamento sociale ha da tempo iniziato ad attraversare le frontiere nazionali. Il principale sviluppo della seconda metà del XX secolo è il risveglio delle popolazioni di Asia, Africa e America Latina - popoli che si scuotono da secoli di repressione, stagnazione e dipendenza. Ora stanno cercando, attraverso l'indipendenza nazionale, il tipo di sviluppo economico e sociale che sia il vostro che il mio Paese hanno sperimentato. Queste sono nazioni giovani alla disperata ricerca di progresso sociale e politico per compensare i secoli perduti. Le risorse della terra e l'ingegno dell'uomo possono fornire abbondanza per tutti - a patto che siamo disposti a riconoscere la diversità del genere umano e la varietà dei modi in cui i popoli cercheranno una soddisfazione nazionale. Questa è la nostra visione del mondo - una diversità di stati che si sviluppano secondo le proprie tradizioni e il proprio genio, ciascuno che risolve i suoi problemi economici e politici a modo suo, e tutti legati insieme dal rispetto dei diritti degli altri, da una fedeltà alla comunità mondiale e da una fede nella dignità e nella responsabilità dell'uomo. Non abbiamo alcuna intenzione di provare a ricostruire il mondo a nostra immagine, ma non abbiamo neanche intenzione di permettere a nessun altro stato di rifare il mondo a sua immagine. Per raggiungere obbiettivi simili ai nostri le istituzioni che abbiamo ideato potrebbero non essere appropriate in un'altra cultura o in un altro contesto storico. La creazione dei necessari macchinari economici e politici per raggiungere tali obiettivi dev'essere sviluppata dai popoli stessi. Non condanniamo gli altri per le loro differenze nelle strutture economiche e politiche. Comprendiamo che le nuove nazioni non hanno avuto tempo, anche se lo avrebbero voluto, di costruire istituzioni basate principalmente sull'impresa privata come abbiamo fatto noi. Le nostre ferrovie di proprietà privata, le nostre linee aeree, i nostri sistemi di comunicazione, le nostre industrie non sono state create dall'oggi al domani. Queste imprese si sono sviluppate come risultato dell'iniziativa privata in un tempo in cui la vita era più semplice di quanto non sia oggi. Serve del tempo per permettere la loro lenta crescita, del tempo per consentire l'intreccio di molte piccole unità nei grandi sistemi richiesti dall'epoca moderna e, tramite la regolazione del governo, del tempo per consentire il proseguimento del controllo privato. In tante di queste nazioni nuove, il governo sembra essere l'unico meccanismo in grado di eseguire tutto ciò in un periodo di tempo ragionevole. Possiamo capire e apprezzare questo. Non ci offende e non lo riteniamo ostile. È invece il credere che la restrizione della libertà individuale sia essenziale alla crescita economica, accoppiato agli sforzi di imporre questa ricetta alla nazioni del mondo tramite la sovversione o la forza, che noi sentiamo come nemici della pace e della libertà. È l'eterna battaglia tra diversità e dogmatismo, tra tolleranza e tirannia, che nessuno si sbagli sulla posizione americana. Noi crediamo profondamente che l'umanità sia sulla soglia di un'epoca di grandezza - e non intendiamo lasciare che le possibilità di questa grandezza vengano sopraffatte da coloro che ci chiuderebbero tutti nella stretta caverna di un sistema buio e rigido. Noi difenderemo la nostra fede con l'asserzione, con il ragionamento e se necessario - il cielo non voglia - con le armi. È la nostra volontà di morire per i nostri ideali che permette a questi ideali di vivere. Non posso concludere senza un ulteriore parola di apprezzamento per questo onore che mi avete concesso. Per me significa che i nostri ideali sono gli stessi. So anche che simboleggia un legame che deve significare molto per entrambi; che noi non dobbiamo mai vacillare nella ricerca della conoscenza e della verità e nell'incoraggiare l'apprendimento. Libertà vuol dire non solo l'opportunità di conoscere ma anche la volontà di conoscere. Questa volontà può servire alla comprensione e alla tolleranza e in ultima analisi all'amicizia e alla pace. Il futuro si estende in avanti oltre l'orizzonte. Nessun uomo mortale può conoscere le risposte alle domande che ci assalgono oggi. Ma non mi vergogno di dire che per noi, l'approccio americano al futuro, non si basa sulla paura ma sulla fede - noi chiamiamo i giovani uomini e le giovani donne di tutte le nazioni del mondo a unirsi con noi in un attacco concertato contro i mali che hanno afflitto da così lungo tempo l'umanità - la povertà, la malattia, l'analfabetismo, l'intolleranza, l'oppressione, la guerra. Questi sono i nemici centrali nella nostra epoca - e vi dico che questi nemici possono essere sconfitti. Lasciateci quindi impegnare le nostri menti e i nostri cuori verso questo compito sapendo che anche se questa lotta avrà bisogno di molte generazioni saremo capaci di guardare indietro a questo periodo come a quell'epoca in cui le nostre generazioni - unite come madri - hanno soddisfatto le proprie responsabilità e favorito la causa della pace a casa nostra e in giro per il mondo. |
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