Tributo a JFK alla Convenzione Democratica
Atlantic City, New Jersey 27 agosto 1964.
Signore e Signori, desidero parlare solo per pochi momenti.
Prima di tutto voglio ringraziare tutti voi delegati dell'assemblea Nazionale del partito Democratico e tutti i sostenitori del Partito Democratico per tutto quello che avete fatto per il presidente John F. Kennedy.
Voglio anche esprimervi il mio apprezzamento per gli sforzi che fatti per lui alla convenzione di quattro anni fa, gli sforzi che avete compiuto per lui per l'elezione del novembre 1960, e forse più importante, l'incoraggiamento e la forza che gli avete dato dopo che è stato eletto presidente degli Stati Uniti.
So che era fonte di grande forza per lui sapere che vi erano migliaia di persone, in tutti gli Stati Uniti, che lo sostenevano e che si dedicavano a certi principi ed a certi ideali.
Non importa quale talento un individuo possiede, quale energia possa avere, non importa il livello di integrità e di onestà che la persona possa avere, se èda sola, ed in particolare se essa è una personaggio politico, può ottenere davvero poco. Ma se invece è sostenuto, come il Presidente Kennedy, dal Partito Democratico sull'intero territorio degli Stati Uniti, dedicandosi alle stesse cose che egli cercava di realizzare, allora tale persona può raggiungere grandi obiettivi.
Nessuno era consapevole di questo più del Presidente Kennedy. Era solito essere orgoglioso nel raccontare del viaggio che Thomas Jefferson e James Madison fecero sul fiume Hudson nel 1800 per una spedizione botanica alla ricerca di farfalle; e che si trovarono poi a New York dove formarono il partito democratico.
Era molto orgoglioso del fatto che il il Partito Democratico fosse il partito politico più vecchio del mondo, e sapeva che questo collegamento di Madison e Jefferson con i leader in New York univa nord e sud, ed univa le aree industriali del paese con quelle rurali, e che questa combinazione era dedicata al progresso e che tutti i nostri Presidenti si sono dedicati al progresso.
Pensava a Thomas Jefferson quando acquistò la Lousiana, e anche a quando Jefferson capì che gli Stati Uniti non potevano rimanere sulla fascia costiera dell'Est, e così mandò Lewis e Clark sulla costa occidentale; pensava ad Andrew Jackson; a Woodrow Wilson; a Franklin Roosevelt che salvò i nostri cittadini, che erano disperati a causa della crisi finanziaria; a Harry Truman che non parlò solamente, ma agì per la libertà.
Così, quando divenne Presidente non aveva solo i suoi principi e le sue idee, ma aveva anche la forza del Partito Democratico.
Come Presidente voleva fare qualcosa per le persone malate di mente e per i ritardati mentali; per quelli che non erano coperti dalla Social Security; per quelli che non stavano ricevendo una retribuzione minima adeguata; per quelli che non avevano una abitazione adeguata; per le persone anziane che avevano difficoltà a pagare le cure sanitarie; per i nostri concittadini che non sono bianchi e che avevano difficoltà a vivere in questa società. A questo dedicò tutto se stesso..
Ma capì anche che per progredire qui a casa nostra, dovevamo esseri forti all'estero, e rafforzare il nostro esercito. Un giorno disse, "solo quando le nostre armi saranno sufficienti, senza alcun dubbio, possiamo essere certi, senza dubbio, che non saranno mai usate". E così, quando ci fu la crisi con l'Unione Sovietica e con il blocco comunista nell'Ottobre del 1962, l'Unione Sovietica ritirò i propri missili e bombardieri da Cuba.
Oltre a questo, la sua idea era che questo paese, questo mondo, dovesse essere un posto migliore quando lo consegneremo alle generazioni future di quando lo abbiamo ereditato da quella precedente. Questo è il motivo per cui, con tutti gli sforzi che ha fatto, il trattato per il bando dei test nucleari, che è stato realizzato insieme a Averell Harriman, era così importante per lui. E questo è il motivo per cui fece un tale sforzo e per cui era così impegnato per i giovani, non solo degli USA, ma in tutto il mondo. Ed in tutti questi sforzi, voi eravate lì con lui. Quando ci furono difficoltà, voi lo avete sostenuto. Quando vi erano periodi di crisi, voi gli stavate accanto. Quando c'erano momenti di felicità, ridevate con lui. E quando vi erano momenti di dolore, lo confortavate. Quando penso al Presidente Kennedy, penso a quello che Skakespeare disse in Romeo e Giulietta: "Quando dovrà morire, prendetelo e tagliatelo in tante stelle e costruirà la faccia del paradiso così delicato che tutto il mondo si innamorerà della notte e non pregherà per il raggiante sole".
Mi rendo conto che in quanto individui, e ancor più come partito politico e come nazione, non possiamo guardare al passato, ma dobbiamo guardare al futuro. Quindi mi unisco a voi per realizzare ciò che cominciammo quattro anni fa, ciò che ognuno di noi ha cominciato quattro anni fa, che deve essere sostenuto; che deve essere continuato. Lo stesso sforzo e la stessa energia e la stessa dedizione che fu data al Presidente John F. Kennedy deve essere data al Presidente Lyndon Johnson e a Hubert Humphrey. Se rendiamo ciò evidente, non sarà solo utile per il partito democratico, ma, molto più importante, lo sarà per il beneficio di tutto il paese. Quando guardiamo questo film, dobbiamo pensare a quello che il Presidente Kennedy disse una volta: “abbiamo la possibilità di creare la miglior generazione della storia dell'umanità, o di creare l'ultima”.
Se facciamo il nostro dovere, se ci facciamo carico delle nostre responsabilità e dei nostri obblighi, non solo come Democratici, ma come cittadini statunitensi, nelle nostre città, nei nostri paesi, nelle nostre campagne, nei nostri stati ed in tutto il paese, allora questa generazione di americani sarà la migliore di tutta la storia dell'umanità. Lui amava citare Robert Frost, applicato a se stesso, ma potremmo applicarlo al Partito Democratico, e a tutti noi in quanto individui: "Le selve sono incantevoli, buie e profonde, ma ho promesse da mantenere e miglia da percorrere, prima che mi addormenti”.