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Voci Oltre il Buio

 

Il grande autore cileno Ariel Dorfman ha tratto ispirazione dal libro di Kerry Kennedy per la stesura di una testo teatrale sui cinquantuno difensori dei diritti umani di tutto il mondo.
Lo spettacolo, dal titolo “Speak Truth To Power”, è stato presentato al Kennedy Center for Performing Arts a Washington D.C. nel 2000, ed è stato rappresentato, tra le altre, in città come Ginevra, Londra, Helsinki, Atene, Madrid e Sidney, oltre che in Qatar nel 2006, trasmesso da Al Jazeera, sotto il patrocinio della Qatar Foundation.

9 attori (quattro defenders e quattro defenders donne più un attore nella parte dell’”uomo”, ovvero “la controparte” che contrasta i protagonisti) danno voce ai difensori dei diritti umani, sottolineando il grande messaggio di speranza che le loro parole, raccolte da Kennedy,danno a tutti noi, ovvero che in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione anche di estremo pericolo possiamo trovarci, al mondo esisterà sempre qualcuno che si preoccupa per noi.

"Per queste voci non è stato facile arrivare fino a noi. Dapprima hanno dovuto vincere la paura. La paura è sempre presente all'inizio di ogni percorso, la paura, con la sua gemella malefica: la violenza, all'inizio di ogni percorso nel cuore del coraggio.

Queste voci appartenevano a individui che la violenza l'avevano subita personalmente oppure erano stati testimoni di come veniva inflitta ad un altro essere umano, a un gruppo, a una nazione. Alcuni avevano visto trascinare via di notte un padre o un figlio o una moglie. Altri avevano visto dei bambini trasformati in guerrieri e costretti a uccidere. E altri ancora avevano visto malmenare degli studenti, mutilare una donna, intere comunità dapprima ridotte al silenzio e poi massacrate, lavoratori assassinati solo perché chiedevano un salario decente. Ognuno di loro era stato testimone di episodi intollerabili: un uomo ucciso per il colore della pelle o per il colore delle sue opinioni, persone segregate in celle senza finestre e giustiziate a sangue freddo, soldati che puntavano le armi contro la folla inerme, donne emarginate a causa delle loro scelte sessuali. Avevano visto confiscare terreni ai legittimi proprietari, terreni che appartenevano loro da sempre, foreste devastate, idiomi messi fuori legge. Avevano visto censurare libri, amici sottoposti a tortura, ragazzini resi schiavi. Avevano visto avvocati messi in prigione ed esiliati perché difendevano le vittime di un regime.

E poi è successo qualcosa. Qualcosa di straordinario, quasi miracoloso: hanno trovato il modo di parlare. Gli uomini e le donne le cui voci sono ora arrivate fino a noi hanno capito che non potevano continuare a vivere senza fare nulla, che il silenzio sarebbe stato come una macchia sulla loro esistenza. Hanno capito che se erano stati testimoni di queste sofferenze e non facevano niente, sarebbero stati in qualche modo complici a loro volta. E parlando hanno visto che la paura a poco a poco svaniva. La violenza no. La violenza cresceva man mano che parlavano, e spesso rivivevano le atrocità che avevano visto o subìto. Ma esprimersi, sapere che altri stavano facendo il loro stesso percorso, che c'erano altre voci come la loro, vicine o lontane, li faceva dominare la paura e non ne erano più sopraffatti.Ma le difficoltà non finivano qui. Più dello scarpone del soldato o delle bugie dei governi, c'era la nebbia dell'indifferenza. Le  lunghe notti in cui sembrava che non importasse a nessuno, e credevano di sprofondare nel buio dell'apatia, e le loro parole non avevano eco né risposta. Sentivano una sorta di demone dentro di loro, lo stesso demone che sembrava circondarli urlando dal mondo esterno le stesse frasi all'infinito: che non serve a niente, che devi chiudere gli occhi e le orecchie e credere che questi crimini contro l'umanità e contro la libertà non stanno accadendo veramente.

Ma hanno insistito — è un mistero come abbiano fatto, come abbiano trovato la forza, lo spirito, l'ostinazione per andare avanti -  hanno insistito perché se fossero caduti nella paralisi sarebbe stato come morire, sarebbe stato meglio non essere neanche nati. E qualche volta queste voci ce la facevano, altre volte fallivano. Ma sapevano con certezza che la vittoria più grande era già il semplice fatto di esistere, di non aver taciuto, e che nessuno, nel loro o in altri paesi, avrebbe potuto insinuare che loro non avessero idea di cosa stesse succedendo. Che in momenti in cui alcuni esseri umani si facevano l'un l'altro le cose più tremende, ce ne erano altrettanti che affermavano, uno dopo l'altro, che la nostra specie è diversa, dovrebbe essere diversa, potrebbe essere diversa.
Sapendo questo, sapendo questo: il mondo si poteva cambiare, il mondo non doveva per forza essere così.

E queste voci hanno resistito, si sono fatte sentire, e una di quelli che le hanno ascoltate, che è andata lì ad ascoltarle, a registrarle e a metterle nero su bianco è stata Kerry Kennedy. Lo ha fatto per dare modo a queste voci di andare ben oltre la propria terra o la propria comunità ed essere una fonte di ispirazione per gli altri, trovandosi una accanto all'altra in un libro, permanenti e insieme. E poi Kerry mi ha mandato le parole che ha raccolto. Non era così scontato che queste voci sarebbero giunte a me. Ero da sempre preparato ad essere una sorta di ponte per loro. Già da bambino, mi indignavo di fronte alle ingiustizie che vedevo intorno a me, e poi da ragazzo mi ero reso conto che certi soprusi esistevano in forme assai più atroci oltre il mio orizzonte immediato. Ero già un uomo, anche se giovane, quando la dittatura aveva preso il sopravvento nel mio paese, il Cile, e i miei amici venivano perseguitati e assassinati mentre io venivo risparmiato; poi è toccato a me andare in esilio e vagare per il mondo e notare le stesse iniquità come in uno specchio, un posto dopo l'altro, è toccato a me di dover trovare il modo di scrivere queste storie, cercando le parole che riuscissero ad esplorare l'immenso cuore della sofferenza umana e l'ancor più immensa complessità del male con i suoi enigmi. Sin da allora avevo atteso l'occasione di mettere la mia arte ancora una volta al servizio di coloro che mi scaldavano l'anima durante le mie battaglie personali.

E ho avuto la fortuna di ricevere quelle voci, una benedizione nell'oscurità, così ho potuto dar loro una forma drammaturgica, ho trovato uno spazio in cui quelle voci avrebbero potuto esprimersi di nuovo, e senza fine, finché ci sono persone, giovani e anziane, insegnanti e studenti, pubblico e attori, che vogliono  scoltarle e capirle e stare in loro compagnia. È stata l'occasione per diventare una sorta di collaboratore indefinibile per le loro spesso indefinibili ma sempre splendide esistenze, un'opportunità per aiutarli a continuare a vivere. Mi ci è voluta un'intera vita per trovare una mia voce che potesse accompagnare queste voci.
Perciò, vedete: non è stato facile per queste voci arrivare fino a voi. Eppure adesso sono vostre. Prendetevi cura di loro, sapendo che arrivano da tanto lontano, e anche ciò che hanno passato per arrivare fin qui. Mettetele in scena, discutetele, studiate a fondo gli argomenti che trattano e le loro implicazioni, scoprite perché si sono ribellate e cosa ancora resta da fare.
Portatele a casa con voi, portatele nel mondo. È un mondo che ha bisogno di cambiare. Sapendo questo, sapendo questo: il mondo non deve per forza restare così com'è adesso."

 

Ariel Dorfman

 

Italia

In Italia, il testo, tradotto da Alessandra Serra con il titolo “Coraggio Senza Confini – Voci Oltre il Buio”, è stato rappresentato per la prima volta nel 2004 a Mantova (Teatro Tè), Roma (Auditorium Parco della Musica) e Firenze (Teatro Saschall), e nel 2006 a Milano (Piccolo Teatro Strehler, trasmetto da Rosso Alice www.rossoalice.it), diretto da Lucio Dalla.

Piera Degli  Esposti e Ornella Vanoni

Piera Degli Esposti e Ornella Vanoni

Importanti attori, cantanti e giornalisti hanno partecipato allo spettacolo, come Anna Buonaiuto, Aldo Cazzullo, Piera Degli Esposti, Niccolò Fabi, Andrea Jonasson, Anna Galiena, Alessandro Haber, Mariel Hemingway, Enzo Iachetti, Gad Lerner, Enrico Lo Verso, Fiorella Mannoia, Vittorio Sgarbi, Michele Serra, Oliviero Toscani, Ornella Vanoni e molti altri.


In giugno 2007 lo spettacolo è andato in scena al Taormina Film Fest, a Taormina, diretto da Mimmo Calopresti, musica dell’Orchestra di Piazza Vittorio, con Michela Cescon, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Tiziana Lodato, Enrico Lo Verso, Silvio Orlando e Maria Laura Rondinini.

La prima mondiale della nuova versione dello spettacolo,  dal titolo "Il Sapore della Cenere", diretto dal giovane e talentuoso regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez, è andata in scena al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato il 12 e 13 luglio 2008.

 

"Il Sapore della Cenere"

"Il Sapore della Cenere"

 

Questa versione dello spettacolo è stata rappresentata, con grande successo, dal 19 al 21 maggio 2009, al Teatro Eliseo di Roma, con la partecipazione straordinariain video di tre grandi attori italiani: Piera Degli Esposti, Enrico Lo Verso e Alessandro Preziosi.

Per informazioni sullo spettacolo, o se desideri realizzarlo nella tua scuola, scrivici a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

Ariel Dorfman

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